Hundred songs to save before end comes

febbraio 9th, 2012 § Lascia un commento

Non sono costante. Lo so. Sono un blogger incostante, forse il più incostante in assoluto. Posso scrivere tre post in una notte (come si può intuire da date e orari di pubblicazione), e non scriverne più per settimane. È una questione di ispirazione, di momenti, e ancor più di tempo.
Sono un blogger serale, notturno. Almeno in prevalenza. Vivo meglio la notte, è il mio momento. Credo di averlo già detto, forse ne riparlerò più avanti. Per ora, penso ad altro: stavo cercando un modo per costringermi a mantenere una certa costanza, una regolarità. E ho pensato alla soluzione universale, quella più ovvia, quella che ogni blogger “serio” prima o poi è tenuto a realizzare: una rubrica. Un evento settimanale (o mensile, forse, ma mi sembra poco efficace, con un lasso di tempo così ampio), un gioco con me stesso, una sfida.
Ieri sera, tanto per cambiare, l’ispirazione. Ho riscoperto un gruppo musicale che non ascoltavo da diverso tempo, e in particolare una canzone che suscita delle emozioni particolari, dentro di me, per me (e probabilmente per nessun altro).

Mi sono detto: se il mondo finisse domani e tutto andasse distrutto, questa è una canzone che vorrei salvare, senza dubbio. E di lì l’idea. Cercherò qualche canzone che ritengo troppo importante perché possa andare perduta nel grigiore del tempo, o rimanere sepolta da tonnellate di musica di basso livello. Andrò alla ricerca di perle musicali più o meno conosciute, cercherò di illustrare ciò che mi scatenano in mente, il loro orizzonte, la loro importanza nel mio mondo, le ragioni della mia scelta, tutto ciò che capiterà, insomma.

Non assicuro nulla, come sempre. Non conviene fidarsi di me, l’ho sempre detto. Ma se dovesse andare in porto, sarebbe proprio una bella cosa. Quello che mi piace dire: non credermi, non credere mai a ciò che dico, così se dovesse essere vero rimarrai sorpreso.

Sì, forse è un’impresa, ma è fatto solo per aprire a tutti il mio gusto (assurdo) in materia di musica, magari per confrontarmi, e anche – perché no – per avere un’occasione in più di guardarmi indietro, di ripensare a qualcosa, di raccogliere da terra piccoli pezzi della mia vita, incorniciarli e appenderli qui, su questo muro bianco (per me! È nero per voi che leggete). Giusto per sentirli un po’ più “miei”, per evolvere, e capire lungo quale strada ho camminato per giungere fin dove sono ora.

100 canzoni da salvare prima di tutto per me, per aiutarmi. Poi, volendo, per aiutare, per salvare. Ma forse sto puntando troppo in alto. Meglio tornare a terra. Del resto, non so nemmeno quanti gradiranno le mie canzoni, o i loro testi. Chissà. Intanto il progetto è avviato.

Beh, sia come sia.

Ah, ancora una cosa, in conclusione. Consiglio a tutti di ascoltare questa. Non fa parte delle “cento canzoni”, ma oltre ad essere meravigliosa, credo parli proprio di me. Come una canzone inaugurale, un sottofondo ispiratore, una descrizione, una definizione un po’ sfocata, un notturno grigiastro.

My night is colored
headache gray.

Già, già.

Ecco, tutto qui.

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